Perché l’Accademia delle Scienze

Gentilissimi studiosi e ricercatori della Biodiversità, come ho già riferito in occasione dell’XI Convegno sulla Biodiversità svoltosi a Matera il 9 e 10 giugno, il CIGM (Centro Interuniversitario per le Ricerche Conservazione e Utilizzazione del Germoplasma Mediterraneo), a cui afferivano le sedi Universitarie di Catania, Palermo, Reggio Calabria, Lecce, Bari, Sassari e Basilicata, ha ultimato le sue funzioni dopo 22 anni di attività per i seguenti motivi:

  • Il CIGM era stato istituito dall’Università della Basilicata il 26 aprile 1994 con delibera del C.D.A. a norma dell’art.91 del D.P.R.11.7.1980, n.282. Il funzionamento del Centro, afferente presso il già Dipartimento di Biologia Difesa e Biotecnologie Agroforestali, era regolato dagli articoli che nella loro interezza costituivano lo statuto del Centro stesso. Le recenti riforme universitarie hanno modificato la struttura degli Atenei e di conseguenza i riferimenti allo statuto del CIGM. L’approvazione di un nuovo statuto comporta dei tempi molto lunghi, poiché deve essere sottoposto, a rotazione, all’approvazione del C.D.A. ogni ateneo afferente.

 
2 – Nei 22 anni di attività, in cui ho ricoperto l’incarico di Direttore del Centro, ho ricevuto da parte di vari ricercatori, la richiesta di copia dello statuto per l’afferenza al CIGM della propria struttura. Un iter che non si è mai concretizzato per inspiegabili motivazioni dell’ente di appartenenza.
 

3 – All’origine della sua Istituzione l’interesse del CIGM era mirato agli studi e ricerche sulla Biodiversità vegetale delle colture erbacee ed arboree, ma già al II convegno del 1996 si manifestava l’interesse dei ricercatori per la Biodiversità animale. Dal 3 Convegno in poi tutte le scienze Biologiche, dalla Genetica alla Micologia, Microbiologia, Entomologia, Botanica, Batteriologia, Economia, Ecologia, Analisi degli alimenti, Ecosistemi marini ecc., finanche alcuni aspetti della Sociologia, hanno testimoniato una forte presenza di contributi. Negli ultimi Convegni l’apporto scientifico delle diverse aree di ricerca è stato talmente efficace da concretizzarsi in una loro logica interconnessione per una analisi appropriata della Biodiversità a livello degli Ecosistemi di un Bioterritorio e della relativa valorizzazione delle tipicità ambientali e alimentari.
 

Perché l’ Accademia delle Scienze della Biodiversità Mediterranea (ASBM)

3 –Nel Convegno del 9 e 10 giugno, con la presentazione di 267 contributi, in cui sono state trattate le seguenti tematiche:

Agrobiodiversità

Biodiversità degli habitat naturali

Biodiversità animale

Biodiversità microbica negli ecosistemi e nelle trasformazioni

Biodiversità, servizi ecosistemici e difesa

è stata  registrata la partecipazione di oltre 400 ricercatori dell’Università, del CNR, dell’ENEA, del CRA, da Enti di Sviluppo e liberi professionisti,  provenienti da tutte le regioni italiane.

Pertanto:

– la presenza al Convegno di una diversità di elevate competenze scientifiche;

-la fine delle attività del CIGM;

– l’esigenza di non disperdere quella interconnessione culturale propiziata dai Convegni del CIGM;

– la possibilità che ogni ricercatore possa liberamente decidere, senza il permesso della propria struttura di ricerca, l’afferenza ad una associazione scientifica;

– la possibilità che ogni ricercatore, avente titolo di socio, possa essere propositivo nell’organizzazione dei Convegni con le proprie idee e suggerimenti;

ha motivato l’istituzione di una “casa comune di idee e di scambi attinenti le aree scientifiche della Biodiversità nel suo valore trittico: intraspecifico, interspecifico, ecosistemico.  Una casa comune denominata:

Accademia delle Scienze della Biodiversità Mediterranea

– ASBM-

Statuto e regolamento dell’ASBM sono stati registrati il 9 Maggio 2016